L’approccio multidisciplinare è fondamentale in flebologia per prendersi cura del paziente in modo completo e risolvere i disagi legati alla circolazione, come il gonfiore alle gambe (edema).
Per questo motivo, in questo blog mi piace non solo parlarvi delle soluzioni più efficaci, ma anche presentarvi i professionisti con cui collaboro.
Figure preziose che, con il loro contributo, migliorano davvero la qualità di vita dei pazienti.
In questo articolo ho il piacere di condividere con voi l’intervista al dottor Umberto Di Cesare, chinesiologo, osteopata e posturologo. Ci spiegherà il legame tra postura corretta, camminata e benessere circolatorio, con tantissimi consigli pratici per chi convive con problemi di edema o ritenzione idrica agli arti inferiori.
Lo specialista si presenta
Mi chiamo Umberto Di Cesare, sono un chinesiologo ed Osteopata D. O. specializzato in Posturologia.
Nel mio studio professionale sito in Termoli, mi occupo della valutazione e del trattamento delle disfunzioni posturali, dei disturbi muscolo-scheletrici e delle problematiche legate all’equilibrio e al movimento (es. lombalgie, vertigini, cefalee, difetti della deambulazione etc.).
Il mio lavoro viene affiancato dall’utilizzo di strumenti specifici come la pedana baropodometrica e la videografia che mi consentono di analizzare in modo preciso ed oggettivo la distribuzione del carico podalico sia in statica che in dinamica e di rilevare le eventuali asimmetrie posturali. Partendo da questa valutazione, elaboro percorsi di rieducazione del movimento e propongo trattamenti osteopatici personalizzati con l’obiettivo di migliorare la funzionalità articolare e muscolare favorendo una corretta circolazione.
Perché è importante la corretta postura nella gestione dell’edema?
Una postura non ottimale può compromettere il ritorno venoso e linfatico favorendo ristagno di liquidi agli arti inferiori. L’allineamento posturale aiuta la funzione muscolare della “calf-pump”, ossia pompa del polpaccio, che prevede la contrazione efficiente dei muscoli della gamba in particolare del polpaccio che sostiene il ritorno venoso verso il cuore. Questo sistema può essere compromesso anche da disfunzioni di distretti corporei distanti dagli arti inferiori (es. rigidità articolare della caviglia e dell’anca, squilibri del cingolo pelvico e del pavimento pelvico, disfunzioni vertebrali e viscerali, ipomobilità del muscolo diaframma). Alla base della formazione di varici e dell’insufficienza venosa c’è quasi sempre una predisposizione genetica: le pareti delle vene risultano più deboli o meno elastiche per natura. Fattori esterni come posture scorrette, immobilità prolungata, carichi distribuiti in modo asimmetrico o pressioni venose elevate possono però aggravare la situazione. Nel tempo, questi stress meccanici e posturali accelerano la perdita di tono ed elasticità delle vene, favorendone la dilatazione progressiva e l’evoluzione verso una condizione patologica.
Questi squilibri posturali comportano spesso un ristagno di liquidi anche senza una vera patologia a carico del sistema venoso o linfatico.
Quali sono le indicazioni generali da seguire?
Il punto di partenza è sempre un consulto medico specialistico per scongiurare patologie conclamate e/o avere le migliori indicazioni di trattamento.
Dopo il consulto si può intervenire con numerose azioni per migliorare il nostro stato di salute e di igiene venosa.
Ecco un elenco non esaustivo:
- attività di movimento. Secondo l’OMS e le linee guida aggiornate nel 2020 (“WHO guidelines on physical activity and sedentary behaviour”) per la fascia di età tra i 18 e i 64 anni è consigliabile effettuare tra i 150 e i 300 minuti di attività fisica aerobica moderata a settimana (camminata veloce, nordic walking, jogging, nuoto etc). In aggiunta esercizi di forza muscolare e di elevata intensità per almeno 150 minuti settimanali (dopo i 65 anni bisogna aggiungere esercizi mirati all’equilibrio e alla prevenzione delle cadute);
- riequilibrio posturale. Fondamentale mantenere una distribuzione di peso corporeo tra i due piedi il più equilibrata possibile (50% dx e sx - 60% calcagni 40% avampiedi);
- osteopatia. Attraverso un approccio manuale globale può essere un valido supporto nella gestione dell’edema soprattutto quando questo è legato a disfunzioni meccaniche, posturali o viscerali che ostacolano il corretto ritorno venoso e linfatico.
Le tecniche osteopatiche di riequilibrio fasciale del diaframma toracico superiore, addominale e pelvico, della regione viscerale e poplitea, migliorano il drenaggio linfatico riducendo il gonfiore e migliorando la circolazione venosa (Adams et al. 2023); - no posture prolungate.
Troppe ore in piedi: è dimostrato che 8 ore in piedi provocano un aumento significativo del volume delle gambe, confermando l’effetto della gravità sulla stasi dei liquidi (TesseriM et al. 2013).
Troppo tempo seduti: si consiglia di interrompere il mantenimento della posizione seduta prolungata con brevi passaggi in posizione eretta per ridurre significativamente l’edema degli arti inferiori (Ruben et al. 2022) e di interrompere la posizione seduta ogni 30- 60 minuti facendo brevi camminate o cambi di posizione, utili per ridurre l’edema da sedentarietà oltre che dare beneficio anche alla colonna vertebrale (Ruben et al. 2022); - arti sollevati al di sopra del livello cardiaco. Alzare gli arti inferiori sopra il livello del cuore per almeno 15 minuti può aiutare il ritorno venoso MA, fondamentale sentire il parere del medico perché ci sono controindicazioni in caso di patologie specifiche;
- esercizi posturali. Eseguire esercizi di mobilizzazione della caviglia dell’anca e della zona dorso-lombare è importantissimo per garantire il miglior range di movimento articolare. Altrettanto importanti sono gli esercizi di respirazione toracica e diaframmatica per favorire il drenaggio degli arti inferiori. Esercizi propriocettivi per una corretta stimolazione delle catene mio-fasciali;
- esercizi in acqua. È risaputo che fare movimento in acqua favorisce una buona attivazione muscolare in assenza di gravità, quindi utile anche in tutti quei casi in cui il movimento è impedito dalla presenza di forte dolore che ci inficiano le normali attività quotidiane.
Perché è importante la corretta deambulazione nella gestione dell’edema?
La camminata regolare attiva efficacemente la “calf-pump”, migliorando il ritorno venoso e linfatico. Un passo corretto e simmetrico corrisponde al contatto col suolo in successione di tallone-pianta-punta. Questo movimento però non può essere considerato in modo isolato solo del piede, coinvolge ovviamente tutto il corpo, dal cingolo scapolare con l’oscillazione delle braccia, alla torsione del busto, bascula e controrotazione del bacino, corretta flesso estensione di anca ginocchio e caviglia. Capiamo bene quindi che una riduzione di mobilità di una o più zone che entrano in funzione nel cammino possono compromettere questo complesso atto motorio.
Un appoggio plantare sbilanciato o una deambulazione asimmetrica possono aumentare la pressione nei vasi venosi periferici, rallentando il drenaggio e favorendo l’insorgenza o l’aggravamento dell’edema. Chi cammina male, come detto precedentemente, spesso ha una mobilità articolare ridotta di caviglia, ginocchio e anche con conseguente riduzione dell’efficienza della spinta circolatoria. Il risultato? Ristagno e senso di pesantezza crescente, soprattutto a fine giornata.
Gli studiosi hanno osservato che soggetti con edema cronico mostrano spesso alterazioni del cammino come velocità ridotta del movimento e instabilità. (Tidemann et al. 2021). Non fare nulla per migliorare la propria condizione di disarmonia inoltre è un fattore di rischio per l’insufficienza venosa cronica e lo sviluppo di varici (Rabe et al. 2020).
Quali sono le indicazioni generali da seguire?
- mantenere una postura eretta bilanciata, evitando di stare troppo a lungo seduto con le gambe incrociate o in piedi fermo;
- si lavora da seduti, meglio effettuare pause attive ogni 30–60 minuti per camminare qualche minuto
- rieducazione del passo: eseguire esercizi mirati di rieducazione del cammino è un’arma fondamentale per contrastare e migliorare la salute venosa e linfatica degli arti inferiori, oltre che garantire una migliore stabilità nella deambulazione;
- evitare un uso prolungato e ripetuto di scarpe con suola troppo rigida o tacchi alti: ostacolano il movimento della caviglia e il ritorno venoso
- consigliate tutte quelle scarpe con pianta larga che abbiano sufficiente spazio per l’avampiede e le dita; utilissime da indossare anche le calze con le dita;
- usare calze a compressione graduata se consigliato dal medico rispettando esattamente le sue indicazioni;
- praticare attività motoria regolarmente;
Ecco 4 semplici esercizi da poter effettuare a casa per aiutare a mantenere l’articolarità e stimolare la circolazione:
- seduti su una sedia, disegnare dei cerchi con i piedi (orario e antiorario), 10 volte per lato;
- allenarsi a camminare lentamente appoggiando in successione tallone–pianta–punta, anche solo per pochi minuti, migliorando l’appoggio plantare e attivando la pompa muscolare del polpaccio;
- marciare sul posto per 30–60 secondi sollevando le ginocchia e muovendo bene le caviglie. (Ottima anche come pausa attiva durante la giornata lavorativa);
- da seduti effettuare movimenti di automassaggio utilizzando una bottiglietta d’acqua congelata sotto il piede. L’ azione di strofinamento e scivolamento sulla bottiglia fredda che vada a stimolare tutte le parti del piede (calcagno, archi plantari metatarsi e dita) è consigliabile per massimo 6-7 minuti per lato da ripetere almeno un paio di volte.
Tutte queste indicazioni vanno valutate con il medico specialista e le figure professionali sanitarie di riferimento, soprattutto in presenza di patologie vascolari, linfatiche, cardiache o in caso di edema persistente o improvviso.
Collaborare tra specialisti di più ambiti: medico, riabilitativo, rieducativo, osteopatico e alimentare è fondamentale per offrire un approccio integrato alla salute, in particolare nella gestione dell’edema degli arti inferiori, delle sue cause posturali, biomeccaniche e fisiopatologiche.
Contatti Dottor Umberto Di Cesare
Via Inghilterra 45-47 Termoli
Cell: 348949301
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: https://www.studioumbertodicesare.it
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Il mio messaggio per voi
Come mia abitudine, per approfondire in merito alla professionalità del Dr. Di Cesare, io stessa mi sono sottoposta ad una Valutazione Posturale presso il Suo studio. È stato gratificante scoprire quanto anche lui come me condivida l’idea che il nostro corpo vada osservato in toto prima di concentrarsi sui dettagli specialistici. Posso dire che la mia prima visita inizia da quando il paziente varca il portone dell’ambulatorio. Osservo le scarpe che indossa e il suo modo di camminare, ne ascolto il respiro mentre si prepara per essere visitato e ne studia i movimenti mentre cerca di sistemarsi sul lettino. Faccio tutto questo da sempre, ma da quando conosco il Dr. Di Cesare ovviamente pongo ancora più attenzione a questi momenti perché possono davvero aiutare molto per la formulazione della diagnosi finale. Credo che nel tempo la nostra collaborazione potrà portare un grande contributo al nostro lavoro e io ne sono felicissima.