Gambe gonfie e doloranti: cause e consigli

Gambe gonfie e doloranti: cause e consigli

Le gambe gonfie e doloranti rappresentano un disturbo diffuso che può compromettere significativamente la qualità della vita. Durante l’estate, il problema si acuisce: 1 donna su 2 riferisce sintomi di gonfiore e pesantezza agli arti inferiori, un'incidenza tre volte superiore rispetto all’inverno.
Il gonfiore alle gambe, in medicina chiamato edema, può essere il sintomo di diverse patologie, alcune delle quali rientrano nell'ambito della flebologia e della linfologia, come l'insufficienza venosa cronica, la flebite, la trombosi venosa profonda, il lipedema e il linfedema. Comprendere le cause e adottare strategie efficaci è fondamentale per prevenire le complicanze e migliorare il benessere quotidiano.
In questo articolo facciamo il punto sulle cause più comuni e vi darò qualche suggerimento per contrastare i sintomi.

 

Le cause più comuni del gonfiore e del dolore alle gambe

Una delle principali cause del gonfiore e del dolore alle gambe è l'insufficienza venosa cronica, una condizione in cui le vene delle gambe non riescono a far risalire efficacemente il sangue verso il cuore, causando ristagno. In Italia, si stima che circa 20 milioni di persone soffrano di insufficienza venosa, condizione che colpisce prevalentemente le donne (15% degli uomini). L’insufficienza venosa cronica può portare a complicanze quali la flebite, ossia l'infiammazione di una vena, spesso superficiale, che causa dolore, arrossamento e gonfiore e la trombosi venosa profonda (TVP), formazione di un coagulo in una vena profonda. La trombosi venosa, nei casi più gravi, può portare ad embolia polmonare, ulcere cutanee, ossia sono lesioni della cute che non riescono a guarire.
Tra le cause meno frequenti vi è il linfedema che è una patologia dei vasi linfatici solitamente ad evoluzione più lenta, che si può però complicare con linfangiti severe. Sebbene meno conosciuto, anche il lipedema ha tra i suoi sintomi caratteristici dolore e gonfiore degli arti inferiori, che peggiorano molto nel periodo caldo. Il lipedema è una patologia del tessuto adiposo sottocutaneo, che va curato tempestivamente affinché non peggiori nel tempo.
Non bisogna poi dimenticare che, a causare l’edema sono anche condizioni fisiologiche o quasi, come la gravidanza, lo stare in piedi per lunghi periodi (ortostatismo), la sidrome premestruale, la sedentarietà, i disturbi posturali e le alte temperature tipiche dei mesi estivi. 
Il gonfiore alle gambe improvviso infine potrebbe anche essere sintomo di condizioni sistemiche più gravi come l’insufficienza cardiaca, l’insufficienza renale, l’insufficienza epatica.
Il gonfiore alle gambe non va quindi mai trascurato.

 

Quando è necessario preoccuparsi?

Il dolore alle gambe associato al gonfiore può variare da lieve a intenso e, in alcuni casi, come già detto, può essere indicativo di condizioni più serie. Bisogna innanzitutto evitare diagnosi autonome, poiché le cause di un edema possono essere molto complesse. È fondamentale consultare un medico se il dolore è persistente, se si nota un gonfiore improvviso o se compaiono altri sintomi come febbre o cambiamento del colore della pelle.
Nella sezione del sito autodiagnosi ci sono alcune indicazioni per valutare alcuni sintomi al fine di comprendere quando è necessario l’intervento di una flebologa, ambito di mia specializzazione. Invito comunque a contattarmi per qualsiasi dubbio.

 

Gambe gonfie e doloranti: come alleviare i sintomi

Premesso che è sempre opportuno seguire i consigli del medico e confrontarsi con lo specialista ogni qualvolta si nota qualcosa che non convince, è possibile adottare alcuni semplici accorgimenti nella propria quotidianità per gestire al meglio il gonfiore e il dolore delle gambe.

Di seguito ve ne elenco alcuni:

  • attività fisica regolare, come camminare o nuotare, favorisce l’azione della pompa muscolare del piede e del polpaccio e aiuta quindi a prevenire il ristagno di liquidi; 
  • elevare le gambe sopra il livello del cuore per 20 - 30 minuti al giorno può contribuire a ridurre il gonfiore; 
  • un’idonea durata del riposo notturno in posizione distesa (almeno 8 ore) favorisce un adeguato ritorno venoso;
  • mantenimento di un peso corporeo nei range consigliati aiuta a ridurre la probabilità di gonfiore alle gambe; 
  • utilizzo di scarpe che permettono una corretta azione della pompa muscolare del piede e del polpaccio possono essere di grande aiuto nella gestione dell’edema;

ridurre il più possibile l’uso di calzature come le ciabatte (anche in casa)

 

L'importanza della diagnosi precoce per evitare complicazioni

Nel caso in cui il gonfiore diventa persistente, associato a dolore intenso o improvviso, a comparsa di lesioni o alterazioni cutanee, a presenza di vene varicose evidenti, è fondamentale richiedere il consulto di uno specialista. La prima cosa da fare è rivolgersi al proprio medico di base, che saprà indirizzarvi verso il professionista più adatto alla vostra situazione.
La flebologia, di cui mi occupo io, è la branca della medicina che studia le patologie legate a insufficienza venosa e linfatica e potrei quindi essere io lo specialista che state cercando.
In ogni caso, non perdete tempo. Una diagnosi precoce e un trattamento adeguato possono prevenire complicanze e migliorare significativamente la vostra qualità della vita. Una visita dal flebologo, soprattutto al primo incontro, non è invasiva e può essere di aiuto per tanti motivi.

  

Il mio messaggio per voi

Una delle espressioni più simpatiche che utilizzo sempre con i miei pazienti è che le gambe fanno parte del nostro corpo e che quindi non dovremmo percepire la sensazione di averle così come accade per tutto il resto. Noi non abbiamo la percezione di avere gli occhi, le orecchie, le mani, la bocca, il fegato etc se non quando c’è un problema. Quindi, se cominciamo ad avvertire la presenza delle gambe vuol dire che c’è qualcosa che non va!

 

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